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Giornale della Scuola

2022-2023

Lunedì, 13 Febbraio, 2023 - 22:34

La Storia è il Ricordo dei popoli. Venerdì 10 febbraio, a Intra, la classe 3A AFM ha rappresentato la nostra scuola alla cerimonia ufficiale per il ricordo delle vittime delle Foibe. Il nostro prof Cosimo Dellisanti ha tenuto l'orazione ufficiale, rivolgendo soprattutto ai ragazzi l'appello a ricordare e a non cedere mai all'odio e alla rabbia.

DISCORSO SULLA GIORNATA DEL RICORDO

Grazie, Fabio. Ringrazio tutti, il Sindaco Marchionini, le autorità, il Comitato, e naturalmente le 
scuole e le studentesse e gli studenti presenti.  
 
Il dodici febbraio del duemila e tredici, dieci anni fa, due giorni dopo il Ricordo, moriva a ottantasei 
anni una donna. Un’insegnante anche lei, una maestra della provincia veneta. La sua non è una storia 
nota. Io stesso l’ho scoperta pochi giorni fa.  
 
Ora, io non sono né uno storico di professione, né sono un divulgatore. Sono un insegnante di Storia, 
la vera protagonista della giornata. La Storia è il Ricordo dei popoli, e un popolo senza ricordi è in 
pericolo  come  chi  soffre  d’amnesia:  può  essere  manipolato,  può  essere  condotto  verso  scelte 
autodistruttive e non imparerebbe mai dai suoi errori.    
 
Vi racconterò la storia di Mafalda Codan. Una storia con la esse minuscola. Perché sono le storie 
piccole che compongono, come tante tessere, il grande mosaico della Storia, con la esse maiuscola, 
quella che imparate a scuola.  
 
Dieci anni fa, è morta Mafalda Codan, una maestra di scuola elementare dall’aspetto tenero, come 
forse ne avete avute voi. Mi chiedo quanti dei suoi alunni, da grandi, studiando, hanno scoperto la 
verità sulla loro maestra. 
 
Mafalda era italiana d’Istria. Nel Quarantatré, quando cadde il Regime, aveva la vostra età, sedici, 
diciassette anni, e in Istria riesplose l’odio anti-italiano. Un odio che risaliva a generazioni prima, in 
realtà. A secoli prima. Italiani e slavi hanno convissuto sulle coste dell’Adriatico per centinaia d’anni, 
sotto la Repubblica di Venezia.  
 
Le tensioni erano già venute fuori durante il Risorgimento. Siamo tra il Milleottocento quarantotto e 
il Sessantasei. L’Imperatore austroungarico Franz Joseph, il marito dell’imperatrice Sissi, se avete 
visto la serie tv, non è mai stato un amante dell’Italia unita, soprattutto se a farne le spese era il suo 
impero.  
 
Era il periodo dei grandi nazionalismi, dei moti, delle Guerre d’indipendenza, del revanscismo, cioè 
della “rivincita” dei popoli nazionali che rivendicavano l’indipendenza dai grandi imperi. Il nostro 
revanscismo prende il nome di irredentismo, cioè il sentimento politico di chi mirava a liberare alcune 
zone considerate italiane, ma ancora sottomesse all’Austria-Ungheria.  
 
Per combattere gli irredentisti, Franz Joseph diffondeva un certo tipo di propaganda, che fomentava 
il sentimento anti-italiano tra gli slavi della Venezia Giulia. C’è sempre la propaganda di mezzo, 
ragazzi:  la  parte  più  interessante  della  Storia  consiste  nello  scollare  dai  muri  i  manifestini 
propagandistici, di ogni parte politica, e scoprire il lerciume che c’è dietro. 
 
Nel  Novecento  quelle  tensioni  aumentarono.  La  Prima  Guerra  Mondiale,  la  Vittoria  Mutilata, 
l’Impresa  di  Fiume,  e  poi  il  Regime,  che  estremizzava  i  valori  risorgimentali,  non  fecero  che
esasperare sotto ogni punto di vista i rapporti tra gli abitanti di quella terra di confine, sotto ogni punto 
di vista: politico, sociale e anche economico.  
 
Infatti, nel Quarantatré, con la caduta del Regime e il vuoto di potere che ne derivò, scoppiò una 
jacquerie, una rivolta contadina e operaia, successivamente cavalcata politicamente dal regime di 
Tito, di matrice comunista, che andava formandosi in Jugoslavia. 
 
Tra  le  vittime  di  questa  ondata  d’odio  vi  furono  il  padre,  gli  zii  e  un cugino  di  Mafalda.  Erano 
commercianti che non avevano niente a che vedere col Fascismo, almeno pubblicamente, ma erano 
italiani e agiati, e tanto bastò a farli condannare come sfruttatori di poveri, e a farli infoibare dal 
popolino inferocito. 
 
Mafalda fuggì, insieme alla madre e al fratello Arnaldo. Si rifugiarono a Trieste, ma qui, due anni più 
tardi, il sette maggio Quarantacinque, il giorno prima della resa della Germania, lei il fratello furono 
individuati come figli dei nemici del popolo e arrestati. Ha raccontato tutto in un diario: le legarono i 
polsi col filo di ferro, la condussero in trionfo, come una bestia da esibire, in tre città diverse, e ogni 
volta il popolino la insultò, le sputò addosso, la bastonarono.  
 
E quella gente probabilmente non sapeva neanche perché la odiava: la propaganda aveva inculcato 
alle persone, arrabbiate, che gli italiani andassero odiati, e tanto bastava. È ciò che succede quando si 
fa passare la rabbia per un valore politico. La banalità del male che prende vita.   
 
Poi bisognava far sparire lei e altri prigionieri scomodi. Li fecero imbarcare su una nave-cisterna, una 
specie di chiatta. Una di quelle navi larghe, piatte che si usano per trasportare petrolio o rifiuti. Ecco, 
su quella non c’erano rifiuti, ma italiani. E puntavano verso una zona minata. La chiatta ne urtò una, 
si inclinò, e in tanti finirono in mare, anche Mafalda, che fu ripescata e riportata a riva, dove la 
sottoposero di nuovo a insulti, sputi e bastonate.  
 
La imprigionarono a Pisino, una città al centro esatto dell’Istria, dove c’è una foiba molto celebre. 
Anzi, è la Foiba. Si chiama proprio così, Foiba, un abisso che si apre su un fiume. Era nota in tutto il 
mondo per la sua bellezza. Pensate, Jules Verne, l’autore di Ventimila Leghe sotto i Mari vi aveva 
ambientato la scena di un suo romanzo. E nella Foiba finì Arnaldo, a diciassette anni, il fratello di 
Mafalda. E i responsabili, dopo averlo ucciso, tornarono a raccontarle cosa avevano fatto, ridendole 
in faccia: Tuo fratello quanti anni aveva? Non voleva morire, sai? Saltava anche dopo morto.  
 
Mafalda sopravvisse a tutto questo. Sopravvisse a quattro anni in prigione. Quattro anni di vita negata. 
Tornò libera nel Quarantanove, grazie a uno scambio di prigionieri, ma la guerra era già finita da un 
pezzo, l’Italia era in pace e in democrazia, da quattro anni.  
 
Potete leggere la sua storia dal diario che ha redatto. È un racconto molto, molto vivido. Ed è diventata 
insegnante, il mestiere migliore, se si vuole tramandare il Ricordo, perché noi insegnanti siamo un 
po’ come il Demone di Socrate, quella voce interiore che stimolava nel grande filosofo la Ragione, 
perché compisse le scelte migliori.  

E dunque, sulla base della storia, del ricordo di Mafalda, quale scelta questo Demone vuole stimolarvi 
a fare, oggi e per sempre? A non cedere mai alla paura, alla rabbia e all’odio. Non sono valori, sono 
emozioni. Emozioni normali, comuni, banali, ma guai a prendere decisioni quando si sotto il loro 
effetto, soprattutto se le decisioni coinvolgono anche gli altri.  
 
E mettete sempre in discussione i messaggi e i linguaggi che puntano alla vostra pancia, piuttosto che 
al cervello, o al cuore. Lo so, ve lo siete sentito ripetere da quando siete nati, ma per quanto banale e 
stupido, il Male è maledettamente resistente.       
 
Oggi, magari quando sarete tornati in classe, insieme ai vostri insegnanti fate un giro su internet. 
Cercate le storie di Mafalda Codan, o di Angelo Adam, l’ebreo antifascista scampato alla Shoà e 
scomparso nelle foibe, o delle sorelle Radecchi, o di Norma Cossetto.  
 
Cercateli, fate vostre le loro storie, che diventino vostri ricordi personali.  
 
Francis Bacon, uno dei padri del pensiero scientifico, nel Seicento diceva che gli Antichi sono coloro 
che vengono dopo, perché hanno a disposizione più Storia. Noi abbiamo molti più ricordi, molte più 
possibilità di fare le scelte migliori per arrivare all’unico vero valore che ogni individuo e ogni società 
dovrebbe perseguire: la Pace.  
 
Grazie a tutti.  

 

Mercoledì, 18 Gennaio, 2023 - 21:01

E’ iniziato mercoledì 18 gennaio 2023 Punti di Vista, il Progetto ideato e finanziato dall’Associazione Confartigianato del Piemonte Orientale, che dà il via ad una serie di attività pensate per gli studenti e che porterà gli stessi ad essere protagonisti il 18 Aprile 2023 ad un Convegno Nazionale dell’Associazione presso il Forum Omegna.

Il progetto, a cui, insieme al Ferrini Franzosini, ha aderito anche l’Istituto Superiore Dalla Chiesa Spinelli di Omegna, ha come finalità non solo quella di formare i ragazzi, anche in termini di Percorso per le Competenze Trasversali e l’Orientamento (PCTO) attraverso incontri laboratoriali con esperti del mondo del lavoro, ma anche quella di promuovere il Territorio e la Scuola sul e nel Territorio attraverso il lavoro grafico e fotografico.

Gli studenti delle Classe Terze dell’Indirizzo Grafica e Comunicazione, infatti, al termine del percorso potranno esporre le loro fotografie di promozione del territorio e le migliori saranno raccolte in un libro pubblicato dall’Associazione. Fotografia, comunicazione, promozione. Queste le parole – chiave dei lavori che si sono aperti con il saluto della Dirigente, Nadia Tantardini, e quello del Sindaco di Verbania, Silvia Marchionini.

Presenti anche i vertici nazionali della Comunicazione di Confartigianato, Il Dottor Alessandro Scandella e il Dott. Maurizio Besana, e naturalmente Corrado Poli, Presidente Nazionale della Comunicazione di Confartigianato e promotore del Progetto.

Nella prima giornata i ragazzi hanno lavorato con il fotografo piemontese Andrea Cavalli per imparare ad allestire un set fotografico con un’attività di shooting. Poi gli studenti si sono recati a Villa Taranto, simbolo del Vco nel mondo, per effettuare alcune riprese con i droni.

2021-2022

Giovedì, 26 Maggio, 2022 - 17:12

Gli studenti del Ferrini Franzosini si sono ritrovati nella mattinata di lunedì 23 maggio, a trent’anni esatti dalla strage di Capaci, nella quale hanno perso la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie magistrato Francesca Morvillo e gli uomini della scorta Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, nell’Auditorium Brogonzoli – Lenzi per un momento di riflessione sull’importanza della memoria e della lotta alla mafia, guidato dal Prof. Cosimo Dellisanti. Il docente, insieme ai ragazzi, ha ripercorso quei drammatici momenti, i 57 giorni che separano la strage di Capaci da quella di Via D’Amelio, attraverso immagini, video e articoli di giornale.

Al termine dell’incontro è stato consegnato alla scuola l’Albero di Falcone, una talea del celebre festo di Via Notarbartolo a Palermo. L’Istituto ha infatti partecipato al Progetto Nazionale di educazione alla legalità ambientale, “Un albero per il futuro”, promosso dal Ministero della Transizione Ecologica, che prevedeva la donazione e messa a dimora nelle scuole italiane di circa 500mila piantine nel triennio 2020-2022. Le gemme sono state prelevate grazie alla collaborazione fra Carabinieri, Fondazione Falcone, Comune e Soprintendenza di Palermo e duplicate nel moderno Centro Nazionale Carabinieri per la biodiversità forestale (CNBF) di Pieve Santo Stefano (AR).

I Carabinieri hanno consegnato nei giorni precedenti il Ficus macrophillacolumnarismagnoleides che sarà piantato nel giardino della scuola.

 

Lunedì, 28 Marzo, 2022 - 19:26

Benedetta Tobagi, Antonio Galdo e Sara Loffredi al Ferrini - Franzosini. Lo Struzzo a Scuola,

il patto tra Einaudi e la Scuola per stimolare i ragazzi nella lettura. Tre grandi autori del panorama letterario italiano degli ultimi anni dialogheranno con gli studenti di tutte le classi del nostro Istituto.
Ecco le date degli incontri degli scrittori presso la sede del Ferrini in via Massara 8.

Venerdì 1 Aprile 2022,  Benedetta Tobagi incontra le Quinte ore.9.45
- Giovedì 7 Aprile 2022, 
Antonio Galdo incontra le Terze e le Quarte.
Giovedì 21 Aprile 2022, Sara Loffredi incontra le classi del Biennio.

Gli organi di stampa e radiocomunicazione e i Sig.ri giornalisti sono invitati a partecipare.
 

Si comincia Venerdì 1 Aprile con Benedetta Tobagi, autrice del libro Come mi batte forte il tuo cuore, un intimo dialogo con se stessa sulle tracce del padre Walter, firma illustre del 
Corriere della Sera, ucciso il 28 Maggio del 1980 dal terrorismo rosso della Brigata XXVIII Marzo. L’autrice incontrerà dalle ore 9.45 nell’Auditorium Brogonzoli - Lenzi del nostro 
Istituto, recentemente ristrutturato e allestito, gli studenti di tutte le classi Quinte che stanno leggendo il suo vibrante racconto, cercando di approfondire, anche in ottica di 
Esame di Stato, quel complesso periodo storico che ha sconvolto l’Italia negli anni di Piombo, partendo dalla Strage di Piazza Fontana, passando per il caso Moro fino ad arrivare 
appunto all’assassinio di Tobagi. 

Giovedì 7 Aprile toccherà, poi, ad Antonio Galdo, noto giornalista e scrittore, che questa volta sarà in presenza, dopo aver incontrato le quinte lo scorso anno, durante i duri mesi di 
pandemia, in video conferenza. Finalmente potrà conoscere e parlare con le classi che hanno letto due dei suoi saggi sullo spreco, sugli stili di vita, sul cambiamento climatico e 
sulla sostenibilità. Le classi Terze e Quarte hanno, infatti, lavorato su "Non sprecare" e "L’egoismo è finito".  

Infine le classi Prime e Seconde potranno tornare con Sara Loffredi sulle bianche rocce di quel Monte Bianco protagonista del suo romanzo Fronte di Scavo, una storia ambientata 
negli anni Sessanta, nel ventre della ‘Regina Bianca’ che con la stessa forza può dare all’uomo sogni di onnipotenza e spezzare con vigore e ferocia qualsiasi speranza di domarla. 

Domenica, 13 Marzo, 2022 - 18:08

Partirà Lunedì 14 marzo la raccolta di beni di prima necessità destinati all’Ucraina promossa dalla nostra scuola e durerà fino a Venerdì 18, quando i prodotti saranno caricati su un camion e portati direttamente dal papà di tre nostri studenti ucraini, il Sig. Roman Balakhtar, che in quella data andrà per la seconda volta a portare aiuti alla sua gente e alla sua terra dilaniata dalla guerra.

L’istituto ha organizzato una raccolta di tutto quello che può servire e gli studenti della Terza B dell’Indirizzo Turismo, insieme alle rappresentanti di Istituto, hanno predisposto un elenco con tutto il materiale suddiviso per piani e per classi.

Ogni classe, nelle propria sede, potrà portare da lunedì a giovedì i prodotti indicati sulle liste affisse nelle classi e nei corridoi. I ragazzi del Ferrini e del Franzosini si alterneranno poi per tutta la settimana nella raccolta, nello stoccaggio e imballaggio, per essere pronti venerdì per la partenza.

«Ad ogni classe è stato assegnato un prodotto diverso – ha detto il Prof. Fabio Colombo, coordinatore dell’iniziativa – in modo che la raccolta sia il più diversificata ed eterogenea possibile. Giovedì sera caricheremo il camion con cibo a lunga conservazione, pannolini, assorbenti, medicinali e tanto altro ancora. Grazie al signor Balakhtar, che affronterà il lungo viaggio nel week end, abbiamo la sicurezza che i prodotti arriveranno a destinazione immediatamente».

Anche i docenti e il personale contribuiranno con una raccolta fondi e con l’acquisto di antibiotici e
antidolorifici.
Con il camion partiranno anche materiale medico e medicinali raccolti dagli studenti universitari di Infermieristica che seguono le lezioni nella sede del Franzosini. Dei costi del viaggio, infine, si occuperanno gli studenti stessi. «Abbiamo calcolato che se ognuno di noi – dice Lara Morettini, rappresentante degli Studenti al Consiglio d’Istituto – mette almeno un euro, possiamo pagare il viaggio, o una parte di esso, al Sig. Roman.»

L’Istituto ringrazia tutte le famiglie che parteciperanno alla raccolta e tutte quelle che in queste ore
stanno scrivendo per chiedere di contribuire.

Giovedì, 10 Febbraio, 2022 - 22:56

Oggi diverse classi del nostro Istituto hanno partecipato alla commemorazione in ricordo delle vittime delle Foibe sul Lungo Lago Cavallotti di Intra. Alle 10.30 gli studenti si sono ritrovati insieme alle Autorità, ai rappresentanti del Comune e della Provincia e al Comitato 10 Febbraio per il corteo che in silenzio è arrivato davanti alla targa che ricorda le migliaia di persone infoibate dagli uomini di Tito sul Carso dal ’43 al ’47. Dopo i saluti di Fabio Volpe, Presidente del Comitato 10 Febbraio, del Sindaco di Verbania, Silvia Marchionini, e di Alessandro Lana, Presidente della Provincia, saluti rivolti soprattutto alle scuole e ai ragazzi, coloro che devono aiutare il Paese a ricordare e non dimenticare, ha raggiunto il microfono Claudio Suffi, istriano, oggi residente a Verbania, che ha vissuto quella tragedia da esule e che ha raccontato di come la sua famiglia abbia dovuto, da un giorno all’altro, abbandonare la propria casa e la propria terra per trovare salvezza proprio sulle sponde del nostro lago.

La sua storia è come quella di 250.000 persone che in quegli anni furono perseguitate in Istria, in Dalmazia e a Fiume, solamente perché italiane. Alla celebrazione ha partecipato anche la Prof.ssa e Cavaliere delle Repubblica Maria Canale, per anni docente del Ferrini Franzosini, la quale ha raccontato gli anni di ricerca sulle Foibe con gli studenti, quando ancora in Italia era un tabù parlare delle oltre 10.000 vittime. «Oggi, grazie anche alla Legge Menia del 2004, - ha detto la Prof.ssa Canale – nei nostri Istituti si può, e si deve, parlare di questa tragedia per diffondere la conoscenza dei dolorosi eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado».

Sabato, 6 Novembre, 2021 - 18:13

Inaugurato il nuovo Auditorium intitolato ai due Presidi storici dell’Istituto.

Un grande saluto, un’enorme gratitudine e un commosso ricordo hanno riempito il nuovo Auditorium dell’Istituto Ferrini Franzosini  per tutta la mattinata di Venerdì 29 Ottobre 2021, giorno dell’Intitolazione della sala a Giovanni Lenzi e a Luciano Brogonzoli, due Presidi che hanno fatto la storia di Verbania, ‘due giganti della scuola’, come li ha definiti una emozionata padrona di casa, la Dirigente Scolastica Nadia Tantardini, che ha aperto la giornata ricordando i due Presidi ma con uno sguardo al futuro «L’Auditorium Brogonzoli Lenzi appartiene ai cittadini così come il ricordo di questi due uomini appartiene alla cittadinanza. La sala, con il nuovo allestimento e queste due importanti opere, vuole essere un luogo di cultura per i nostri studenti ed è di tutti, così come la scuola deve essere di tutti».

Da venerdì la sala, ritinteggiata e arredata grazie a una grande squadra, come ha più volte sottolineato la Dirigente, formata innanzitutto dalla Provincia del neo eletto Presidente Rino Porini, dall’Architetto Mauro Bissattini ( entrambi ex ferriniani come loro stessi hanno spiegato dopo i saluti) e da Massimo Ciaccio, che ha portato i quadri nella sala, ospita L’uccisione dei Figli di Niobe, opera dei primi dell’Ottocento attribuita a Francesco Nenci, il ‘Foscolo della Pittura’, allievo di Jacques Luis David e pittore dalle tinte neoclassiche con sguardo preromantico, e il quadro di arte contemporanea Cruciverba, della pittrice Antonella Cappuccio, ospite in sala per l’occasione e che ha spiegato i molteplici significati della sua opera che si possono raccogliere, come ha detto lei stessa,« nel cuore, poiché ogni lettera corrisponde a un artista che ha dato tanto a me e all’arte e che deve dare tanto anche ai giovani affinchè questi possano conoscerlo e amarlo.

Spazio poi nella seconda parte al ricordo dei due Presidi.

Si parte con una foto di gruppo: al centro il Preside Giovanni Lenzi, all’estremità un giovanissimo maturando, Luciano Brogonzoli. 

 Tocca al Prof. Francesco Rossi portare un ricordo di Lenzi, parole toccanti, talmente emozionanti da lasciare Valeria Collina , nipote di Lenzi, senza parole dall’emozione. Tanti poi gli interventi che ricordano Luciano Brogonzoli. Don Egidio Borella, insegnante per molti anni al Ferrini e amico personale del Preside racconta le novità che aveva portato, dagli Stage Estivi, all’ alternanza scuola lavoro fino alla progettazione didattica modulare. Santo Mondello  e i suoi ricordi di anni passati insieme, prima come docente , poi come vice e infine come Preside dopo Il Preside.

E poi la famiglia Brogonzoli. Luisa, Ivano e Frida la nipote.

«Il Ferrini era il terzo figlio in famiglia - ha detto Luisa Brogonzoli  - in casa non si parlava d’altro. Quando camminavo con mio padre per la città, era impossibile muoversi, ogni momento veniva salutato da tutti, e lui salutava tutti per nome. Ricordava i nomi di tutti i ragazzi che erano passati dal Ferrini.». E infine Frida:« E’ bello essere qui a ricordarti nonno, nella Tua scuola che ora frequento. Mi manchi»

E manca sicuramente a tutti quelli che sono passati dal Ferrini negli ultimi cinquanta anni.

Ma da oggi, insieme a Giovanni Lenzi, è al Ferrini. Per sempre. 

 

Martedì, 5 Ottobre, 2021 - 16:14

«Non sono un murales»

Tasso Veronica, Borgotti Alessio, Matilda Brusa e Varalli Serena.
Sono loro i realizzatori del murales che dal Primo Ottobre accoglie chi entra presso l’Emporio dei Legami di Verbania, in via Roma 15. Il murales, commissionato dalla Fondazione comunitaria VCO e ottenuto con la tecnica dello stencil, rappresenta una madre che allaccia le scarpe al figlio.«Il messaggio che si è voluto trasmettere – hanno spiegato la Prof.ssa Valentina Locci e la Prof.ssa Marianna Colangelo, le docenti dell’Indirizzo Grafica e Comunicazione che hanno assistito i ragazzi nell’ideazione e nella realizzazione del prodotto - è proprio quello della cura del prossimo da parte di ogni singolo cittadino. Il contrasto cromatico del viola e del giallo e l'utilizzo di forme geometriche vogliono stuzzicare la curiosità del passante che tramite il QR CODE può approfondire i contenuti dell' iniziativa di "Non sono un murales".

Gli studenti si sono dimostrati degli ottimi esecutori, riempiendo tutti di una grande soddisfazione. Oltre ai quattro ragazzi sono stati coinvolti anche i compagni della IV A GRA e della IV B SCG. Tutti gli studenti delle classi coinvolte hanno realizzato dei bozzetti dai quali è stato poi scelto il definitivo che possiamo ora ammirare sul muro «Un ringraziamento particolare – hanno concluso le docenti – va alla Fondazione Comunitaria VCO, alla Fondazione Cariplo, all'Amministrazione Comunale e,soprattutto, all'artista Lorenzo Di Bari per averci fornito lo stencil».

Martedì, 28 Settembre, 2021 - 12:27

Premiati i ragazzi della IV A dell’Indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing che a giugno, alla fine dello scorso anno scolastico, hanno partecipato al concorso Acque Sostenibili - Un'idea per la sostenibilità delle nostre acque.

«Gli studenti - ha spiegato la Prof.ssa Anastasia Cardone, la docente che ha seguito i ragazzi – hanno partecipato al concorso organizzato dall’Associazione Pensare il Cibo di Torino e hanno vinto 250 euro realizzando con grande entusiasmo e partecipazione un prodotto digitale, un video, che si è classificato al Primo Posto, a pari merito con l’Istituto Fobelli di Crodo».

Complimenti dunque ai ragazzi!

Martedì, 7 Settembre, 2021 - 18:56

Scatti, Set fotografici e competenze del mondo del lavoro con la fotografa Onti

«Siamo pronti per ripartire». Questo lo slogan creato dagli studenti del Ferrini Franzosini che hanno partecipato durante l’estate al corso di fotografia, attivato nell’ambito del progetto Un’estate per ricominciare, all’interno del Piano Scuola Estate 2021. I ragazzi, infatti, si sono cimentati con macchine fotografiche, diverse tecniche e set fotografici, guidati e supportati dalla fotografa professionista Elena Onti, la quale si è detta sodisfatta della partecipazione dei ragazzi, del loro entusiasmo e, soprattutto, dell’apprezzabile livello mostrato da alcuni di loro.

Entusiasti delle lezioni e dei risultati i ragazzi che si sono appassionati e hanno seguito la docente durante gli incontri. Soddisfatti anche i docenti che hanno collaborato all’iniziativa e in particolar modo Valentina Locci, docente dell’Istituto e referente del Progetto. «Uno degli obiettivi - ha spiegato la Prof.ssa Locci - è stato certamente quello di raccordare il mondo del lavoro e le competenze acquisite in aula, soprattutto per alcuni dei nostri studenti, come quelli del corso di Grafica e Comunicazione, che si occupano quotidianamente di immagine e fotografia».

Venerdì, 3 Settembre, 2021 - 17:33

Un nuovo anno scolastico sta per iniziare, ma è già tempo di premiazioni per gli studenti del Ferrini  - Franzosini. 

Mercoledì 1 settembre, infatti, presso Villa Giulia a Pallanza, Elisa Ferini e Gabriel Fortina, studenti della Quarta Costruzioni, Ambiente e Territorio, l’indirizzo dei ‘Geometri’ del nostro Istituto, sono stati premiati dall’Ingegnere Flavio Nebiolo, dal Presidente del Collegio dei Geometri di Verbania, Alberto Francioli, dal Dott. Marco Cerutti di Confartigianato del Piemonte Orientale e dal Sindaco della Città di Verbania, Silvia Marchionini, per aver vinto il bando di progettazione di una struttura modulare adibita a residenza turistico – ricettiva promosso da Bionda Legnami.

«I due studenti vincitori – ha spiegato il Professor Massimo Inglese, il docente dell’Istituto che ha coordinato il momento di progettazione e di lavoro con i ragazzi – hanno iniziato il percorso con le tutte le classi del Triennio CAT a gennaio 2021, quando hanno incontrato l’Ingegner Nebiolo che ha formato i ragazzi anche nell’ambito delle ore di Alternanza scuola lavoro. I prodotti finali sono stati poi consegnati e valutati da una commissione composta da Nebiolo, Francioli e Cerutti, i quali hanno assegnato una borsa di studio del valore di 300 euro per il primo posto a Elisa Ferini e una di 200 euro per il secondo a Gabriel Fortina. 

Il legno è un materiale sostenibile e rinnovabile – ha spiegato Nebiolo durante la cerimonia – non solo nella costruzione di case di montagna. Oggi siamo in grado di realizzare edifici e palazzi anche di sei o sette piani interamente in legno. 

Il futuro è anche questo: legno, collaborazione e simbiosi tra Enti Locali, Territorio e Scuola.

Complimenti dunque a Elisa e Gabriel.  

 

2020-2021

Venerdì, 11 Giugno, 2021 - 19:46

Creare legami col territorio è la vocazione della nostra scuola. Preparare i ragazzi a un futuro (anche) nell'ambito della promozione turistica è la nostra mission. Vocazione e mission che si sono concretizzate lo scorso 18 maggio, quando gli studenti della III B Turismo hanno risposto alla proposta della Pro Loco di Stresa di promuovere, e magari valorizzare, le reti sentieristiche tra Stresa e Belgirate e tra Stresa e Baveno-Feriolo.

In mattinata, dunque,  i nostri studenti, divisi in due gruppi e accompagnati dalle professoresse Letizia Badà, Elisa Schiavone e Patrizia Prai, hanno esplorato i sentieri; il primo gruppo da Stresa a Belgirate, con tappe presso Villa Pallavicino, oratorio di Passèra, Brisino e Magognino; il secondo da Stresa a Baveno-Feriolo, percorrendo il lungolago di Stresa fino all'hotel Villa Aminta e toccando Roncaro, Romanico, la chiesa dei santi Gervaso e Protaso, Oltrefiume e Torre di Feriolo.

 

Indispensabile l'apporto delle guide del CAI, due per ciascun gruppo, nonché del responsabile del progetto stesso Andrea Brunoni. L'esplorazione è servita ai ragazzi per valutare, da veri imprenditori del turismo, i punti di forza e le criticità delle reti sentieristiche e dei trasporti, in questo caso offerti da

Navigazione Laghi e SAF. E a conclusione del progetto, la classe III B ha prodotto una brochure descrittiva ed evocativa dei luoghi visitati e un podcast con rap in chiusura! 

Non solo turismo: l'uscita didattica ha anche dato modo ai nostri studenti di rivivere da un altro punto di vista risorse naturali e culturali a loro familiari. Scrive Martina: "È stata un’esperienza che consiglierei a chiunque ne avesse l’opportunità". Per Tommaso, invece, il percorso Stresa-Belgirate è stato a dir poco entusiasmante, mentre per Camilla l'esperienza sarà da ricordare, grazie anche all'esperta e coinvolgere competenza delle guide CAI.

 "Finalmente, dopo mesi in casa", conclude Simone, "abbiamo passato una fantastica giornata in mezzo alla natura, con viste panoramiche incredibili". 

 

Lunedì, 19 Aprile, 2021 - 20:11

Presentata al Ferrini Franzosini la Radio delle scuole del VCO

Da oggi anche sugli autobus di VCO Trasporti

 

Un po’ di emozione nei volti dei protagonisti della conferenza stampa di martedì 13 Aprile 2021 che ha dato ufficialmente il via al progetto di una radio delle scuole e per le scuole del territorio, Radioseipiù. Emozione per il ritorno in presenza e alla normalità, o quasi, come ha ricordato il Sindaco di Verbania Silvia Marchioni in uno dei primi interventi della giornata. Ma emozione anche per la nascita di uno strumento nuovo, didattico ed inclusivo, nato dopo mesi di lavoro dell’Ufficio Scolastico Territoriale del Verbano Cusio Ossola, in collaborazione con i Dirigenti Scolastici delle scuole della Provincia, in stretta sinergia con alcune realtà sanitarie ed educative come la Neuropsichiatria Infantile dell’Asl VCO, l’Associazione SOS DISLESSIA e il Sistema Bibliotecario VCO e con il patrocinio del Rotary Club Pallanza Stresa, della Fondazione Comunitario VCO, delle radio e degli organi d’informazione locale e di VCO Trasporti.

Da domani infatti per la provincia gireranno RadioseipiùBus, che diventeranno presto mezzi non solo di trasporto, ma soprattutto di informazione e promozione turistica.

Ma andiamo con ordine.

«Il progetto nasce con un obiettivo principalmente didattico ed inclusivo – ha spiegato il Prof. Angelo Iaderosa dell’Ufficio Scolastico Territoriale, ideatore e coordinatore del progetto – adatto a tutti i bisogni educativi e capace di valorizzare tutti gli studenti attraverso podcast che possano approfondire le conoscenze, migliorare le competenze e fare sentire i ragazzi protagonisti di un comune patrimonio di idee e pensieri».

La costruzione della web radio è a cura di tutte le scuole di ogni ordine e grado e l’intera realizzazione del progetto e dei podcast è curata dalla scuole stesse, dalla progettazione della piattaforma alla comunicazione social, dalla veste grafica ai jingle e gli intermezzi musicali, dai contenuti alla produzione finale dei podcast. Presenti tutti i protagonisti della rete che ha portato alla nascita di questo particolare strumento di didattica, a cominciare dai docenti di musica dell’Istituto Floreanini di Domodossola, i professori Sartori e Blardone, che hanno eseguito in diretta il Jingle composto per l’occasione.

Poi la parola è andata ai sindaci delle città di Verbania e Stresa, Silvia Marchionini e Marcella Severino, ai Dirigenti Scolastici, come la Dott.ssa Nadia Tantardini, dirigente dell’Istituto Ferrini Franzosini, sede operativa della radio, alla Senatrice Elena Ferrara, responsabile della redazione interprovinciale per i temi dell’educazione alla legalità e al cyberbullismo e alla Dott.ssa Stefania Vozza,
Direttore della Neuropsichiatria Infantile ASL Vco che ha applaudito all’iniziativa: «La radio è uno strumento di apprendimento trasversale, democratico e, in un’ottica di inclusione, può aiutare anche quei ragazzi che hanno delle fragilità nell’apprendimento frontale e tradizionale».

Al microfono si sono poi alternati i partner della radio, da La Stampa alle radio locali, dal Rotari Club Pallanza Stresa a Fondazione Comunitaria Vco, fino a VCO Trasporti.

Al termine della conferenza tutti gli ospiti si sono spostati nel cortile della scuola con il Direttore di VCO Trasporti Roberto Tomatis per inaugurare ed ammirare gli autobus RadioseipiùBus, un nuovo modo per veicolare informazioni turistiche direttamente dal bus mentre il turista si sposta da una parte all’altra della città. Tutti quelli che volessero ascoltare radioseipiù in streaming non devono far altro che cliccare sul sito.

www.radioseipiu.it

Buon Ascolto !

Martedì, 13 Aprile, 2021 - 18:41

Il giornalista e Direttore del sito nonsprecare.it incontra i ragazzi delle Quinte

Sostenibilità, lotta allo spreco ed etica. Queste sono solo alcune delle tematiche affrontate venerdì 9 aprile 2021 dallo scrittore Antonio Galdo in diretta streaming con gli studenti delle classi Quinte degli indirizzi Turismo, Costruzione, Ambiente e Territorio, Amministrativo e Marketing e Grafico dell’Istituto Ferrini Franzosini di Verbania. Per l’occasione, nel pieno rispetto di tutte le norme di sicurezza, alcuni studenti hanno assistito all’incontro dall’Auditorium dell’Istituto. Tutti gli altri hanno ascoltato le parole di Galdo in Didattica a Distanza.

Il giornalista, già inviato di Panorama e La Stampa, autore di programmi radiofonici per la Rai ed attualmente Direttore del sito nonsprecare.it, si è collegato per un Meet molto particolare con i ragazzi che hanno letto i suoi libri pubblicati da Einaudi. Gli studenti, guidati dai docenti di Lettere, Minervino, Colombo, Rossi, Bolamperti e Lana, hanno letto e lavorato in questi mesi, anche se in Didattica Digitale Integrata, sulla trilogia della sostenibilità composta dai saggi Basta poco, L’egoismo è finito e Non sprecare. «Sono convinto che la parola sostenibilità sia una parola chiave per il futuro – ha esordito così lo scrittore – e che debba passare anche attraverso i libri, strumenti non solo finalizzati al piacere della lettura, ma anche chiave d’accesso per entrare in tutte le porte di lavoro e di relazione».

Galdo ha poi affrontato il tema centrale dei suoi scritti e della sua attuale esperienza lavorativa e di vita, la sostenibilità. «Il Turismo sostenibile legato all’agricoltura, ai beni storici e al territorio rappresenta una grandissima opportunità per voi e per il vostro futuro – ha detto il giornalista ai ragazzi. La sostenibilità è una occasione che va calata nella realtà quotidiana, nelle costruzioni, nell’industria e nell’economia, ma soprattutto nella vita di tutti i giorni.   E’ un passaggio di testimone tra la mia generazione e la vostra. Immaginiamola come un motore a due teste.  Uno che riguarda le decisioni della politica, degli organismi istituzionali e sovranazionali. L’altro che coinvolge tutti noi e i nostri stili di vita». 

Centrali di carbone,  olio esausto, gomme da masticare, mozziconi di sigaretta, rifiuti urbani. Questi sono solo alcuni degli esempi portati ai ragazzi. Il giornalista si è poi soffermato sul momento che stiamo vivendo. « Anche la tecnologia ha un suo ruolo nella sostenibilità.  E’ infatti un’assicurazione contro l’emergenza, purchè non se ne abusi e non diventiate zombi digitali. Non sprecate la forza di un contatto fisico, di un abbraccio e di un sorriso. Il rischio? Sprecare i migliori sentimenti che abbiamo». Ampio spazio nella seconda parte alle domande degli studenti. Etica, suicidio, aborto, violenza, ma anche criminalità organizzata, ricchezza e povertà. E poi ancora Cina, liti condominiali e bosco verticale. Insomma una grande occasione per gli studenti di dire, citando proprio il testo di Galdo «L’egoismo è finito. Ora tocca a noi».

Giovedì, 25 Marzo, 2021 - 15:09

Il 25 marzo è la Giornata nazionale dedicata a Dante Alighieri, istituita nel 2020 dal Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro della Cultura Dario Franceschini. La data, che in molti riconoscono come inizio del viaggio nell’aldilà della Divina Commedia, si celebra per il suo secondo anno e il genio di Dante risuona per i corridoi virtuali dell’Istituto Ferrini Franzosini con tante iniziative, ancor più quest’anno che ricorre il Settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta.

Si comincia con le parole del Professor Giuseppe Tinè, studioso del Sommo Poeta e protagonista di letture e cortometraggi su Dante, nonché docente di Lettere del nostro Istituto. Al professor Tinè è stata fatta una domanda semplicissima: perché oggi nel 2021 dobbiamo leggere Dante? Pubblichiamo di seguito la risposta.

Perché leggere Dante oggi? Perché in un’età, quale è la nostra, in cui la figura dell’intellettuale impegnato appare sempre piú in crisi, e la sua funzione sociale sempre piú evanescente, Dante, un intellettuale che partecipa appassionatamente all’attività politica e alla vita pubblica, può costituire per noi ancora un monito, se non proprio un modello; perché ha saputo guardare, di là dall’orizzonte municipalistico e locale
del Comune, a quello piú vasto della crisi dell’Impero, realtà sovralocale e sovranazionale, oggi potremmo dire “globale”, nel cui segno e per il cui tramite egli mirò a congiungere in un corpo solo l’Italia, lacerata,
allora come oggi, da tante divisioni; perché, attraverso l’uso del volgare illustre, non solo ha dato inizio a quel processo di unificazione linguistica che è alla base della stessa unificazione politica di una nazione, ma ci ha consegnato anche quel monumento di letteratura insieme nazionale e popolare che è la Commedia; perché Dante, proprio come noi, ha vissuto in un’epoca di trasformazioni radicali, di acute ed aspre lotte sociali - per lui l’epoca della transizione dal mondo feudale-cortese a quello borghese, mercantile, protocapitalistico, dei Comuni: una transizione di cui egli seppe vedere, talora anche in modo lucidamente e spietatamente critico, i problemi e le contraddizioni, nella prospettiva di un nuovo ordine europeo fondato sui superiori valori di libertà e di pace; in una parola: perché Dante, come ha scritto Engels, è “l’ultimo poeta del Medioevo e il primo poeta moderno”. G.T.

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